Nuovo stabilimento M5 Manni Sipre
Progetto: Nuovo stabilimento
Luogo: Mozzecane, Verona
Proprietà: Manni Sipre
Soluzione Manni Sipre: Steelior
Soluzione Isopan: Isoparete Fire Evo, Isofire Roof con lana di roccia Spanrock Low Carbon
Fotografia: Flavio Chiesa, Stefano Gasparato
Il nuovo stabilimento M5 di Manni Sipre, realizzato presso il sito produttivo di Mozzecane (Verona), nasce con l’obiettivo di ampliare la capacità logistica e operativa della divisione dedicata alla distribuzione di prodotti siderurgici. Il progetto ha previsto la costruzione di un nuovo magazzino di circa 13.800 m², destinato allo stoccaggio di acciaio in lunghezze commerciali, rispondendo alle crescenti esigenze di efficienza nella gestione dei flussi logistici e di supporto alle attività della filiera siderurgica del gruppo.
Fin dalle prime fasi progettuali, l’intervento è stato concepito non solo come ampliamento funzionale, ma anche come dimostrazione concreta di come le architetture industriali possano evolvere verso modelli più sostenibili. L’obiettivo era integrare materiali e tecnologie a ridotto impatto ambientale senza compromettere prestazioni strutturali, durabilità e velocità di realizzazione. Questo approccio ha portato alla collaborazione tra diverse aziende del gruppo e partner tecnologici, con un forte orientamento all’innovazione e alla riduzione dell’impronta carbonica dell’edificio.
Un ruolo centrale è stato svolto dalle soluzioni sviluppate da Manni Sipre e Isopan. La struttura portante dell’edificio è stata realizzata con elementi strutturali in acciaio forniti dalla divisione Steelior di Manni Sipre, utilizzando profili realizzati con acciaio a ridotte emissioni di CO₂ proveniente da fornitori internazionali. Tra questi XCarb di Arcelor Mittal, una tipologia di acciaio che deriva da un contenuto di rottami maggiore del 75% e produzione con forni elettrici ad arco (EAF) alimentati da energia 100% rinnovabile. Chalibria di AFV Beltrame Group è l’acciaio certificato carbon neutral secondo gli standard normativi, grazie all'uso di forni elettrici, rottami e compensazione tramite crediti certificati (PAS2060/ISO 14068-1). Infine, ARVZERO di Gruppo Arvedi è l'innovativo acciaio al carbonio a emissioni nette di pari a zero realizzato tramite forno elettrico con oltre il 90% di scarti riutilizzati e tecnologia ESP (Endless Strip Production). Questa scelta ha permesso di coniugare resistenza strutturale e riduzione dell’impatto ambientale legato ai materiali da costruzione.
Per l’involucro edilizio sono stati impiegati pannelli sandwich ad alte prestazioni di Isopan, progettati per garantire efficienza energetica, sicurezza e durabilità nel tempo. In particolare, sono stati installati circa 4.500 m² di pannelli Isoparete Fire Evo da 120 mm per le facciate e 9.300 m² di pannelli Isofire Roof da 80 mm per la copertura. Questi sistemi assicurano elevate prestazioni termiche e di resistenza al fuoco, contribuendo alla qualità complessiva dell’edificio e alla stabilità delle condizioni interne necessarie per la gestione dei materiali stoccati.
L’aspetto più innovativo del progetto riguarda però la scelta dell’isolante utilizzato all’interno dei pannelli. L’edificio è infatti il primo esempio applicativo della lana di roccia Spanrock Low Carbon (LC Spanrock) sviluppata da Rockwool Core Solutions su richiesta di Isopan. Questo materiale rappresenta una nuova generazione di isolanti minerali prodotti tramite fusione elettrica in forni ad arco, che sostituiscono i tradizionali processi basati sul carbone. Grazie a questa tecnologia, è possibile ridurre fino al 45% il Global Warming Potential nella fase produttiva (A1–A3) rispetto ai processi convenzionali.
La Dichiarazione Ambientale di Prodotto (EPD) per LC Spanrock, che verrà rilasciata nel breve periodo, metterà a disposizione dati ancora più trasparenti e verificabili, utili a supportare la certificazione dei progetti secondo i principali protocolli di sostenibilità.
In un contesto europeo in cui il patrimonio edilizio è chiamato a evolvere per rispondere a nuove normative e agli obiettivi climatici, questo progetto dimostra come sia possibile intraprendere un percorso concreto verso la decarbonizzazione. Attraverso l’adozione di materiali e soluzioni costruttive a minore impatto ambientale, il settore industriale può infatti ottenere progressi misurabili nella riduzione delle emissioni lungo tutta la catena del valore, in particolare per quanto riguarda gli Scope 2 e Scope 3.