MGDA 22 Data Landscape

Data Landscape

Il concorso di Manni Group Design Award Data Landscape immagina una nuova generazione di datacenter, in grado di dialogare con preesistenze e paesaggio per generare architetture magnifiche ed iconiche.

IV Manni Group Design Award

“I dati saranno il nuovo petrolio”. Alec Ross.

Metaverso, avatar, criptovalute. Il mondo digitale ha ormai raggiunto una dignità analoga al mondo materiale e ,quale che sia l’attività che svogliamo online, questa, in termini
empirici, ha un’univoca e definitiva implicazione: dati.
A dispetto della propria apparente volatilità, i dati digitali hanno radici profondamente materiali: necessitano di spazi fisici per essere archiviati, di tecnologie per essere messi in sicurezza, di enormi quantitativi di energia per essere costantemente raggiungibili.
I data center sono la traccia materiale del mondo digitale: e tanto più il secondo si espande, tanto più i primi si moltiplicano, acquistando valore ed un ruolo fondamentale per la società del domani.
Per lungo tempo considerati infrastruttura più che architettura, numerose recenti sperimentazioni mostrano come i datacenter possano divenire punti di riferimento delle moderne città, offrendo un’opportunità di riscatto inedite ad architetture abbandonate e a luoghi dismessi.
E’ il caso di un ex bunker militare lungo le Prealpi venete: un’architettura di difficile riutilizzo, in funzione di tratti di isolamento e sviluppo sotterraneo che, nelle logiche di una datacenter, trovano invece una favorevolissima interpretazione.
Come sfruttare le caratteristiche di un’archeologia militare per il progetto di un moderno datacenter? Come integrare questa funzione in un paesaggio mozzafiato?
Tali le domande alla base di Data Bunker: il concorso di Manni Group per immaginare una nuova generazione di datacenter, in grado di dialogare con preesistenze e paesaggio per generare architetture magnifiche ed iconiche.
Segno della contemporaneità, i datacenter saranno destinati a cambiare il volto delle città, come lo hanno fatto le stazioni ferroviarie, le industrie e le grandi costruzioni votate ai bisogni di ogni tempo: interessarsi ai datacenter oggi, significherà infatti scrivere un tratto significativo delle città di domani.

Manni Group ringrazia i progettisti che accoglieranno questa sfida.

Giuria

SITO

Salendo da Verona verso Trento e lasciandosi alle spalle la celebre Valpolicella, un groviglio di strade tortuose accompagnano il visitatore all’interno del parco naturale dei Monti Lessini: una meraviglia naturalistica costellata di cave abbandonate dall’aspetto monumentale, boschi secolari ed affioramenti della tipica pietra locale le cui stratificazioni rimandano con l’immaginazione a scenari di un tempo antico, ancora non dominato dall’uomo. Al confine occidentale del parco, ad un passo dal Lago di Garda, un altopiano delimitato da una vasta recinzione circoscrive il sedime di un’antica base militare, oggi appannaggio di maestose chianine che con i propri muggiti e campanacci dipingono l’italiana cartolina di un paesaggio tipicamente montano. Non molto è visibile di quello che era un imponente centro di telecomunicazioni NATO: delle antenne alte decine di metri oggi restano poco più dei basamenti ed una folta vegetazione ha ricoperto gli affioramenti dei bunker antiatomici. Eppure, fra la severità di architetture pensate per la guerra, la meraviglia di un paesaggio fra i più magnifici dell’arco prealpino suscitano ed alimentano un sentimento di pace e tranquillità. Qui, fra dolci rilievi ammantati d’erba, un moderno datacenter costituirà il più alto raggiungi ­ mento di un’architettura votata al digitale, ma capace di una relazione unica ed efficace col paesaggio naturale.